Porto Tolle è il più grande comune del Parco Regionale Veneto del Delta del Po e il più giovane territorio della pianura padana. Queste terre “strappate alle acque”, furono acquistate in origine dalle nobili famiglie veneziane e sfruttate dapprima per la caccia e la pesca. A seguito di interventi di bonifica, destinati all’agricoltura, le famiglie veneziane costruirono diverse dimore di campagna dalle quali presero il nome le varie località del comune.

Il suo comprensorio, fra i più estesi del Veneto, è straordinariamente ricco di ambienti naturali che hanno segnato negli anni la storia, le tradizioni e l’economia di chi ci abita.

Le lagune e le valli da pesca hanno favorito lo sviluppo di un settore: la pesca, nella quale particolare importanza hanno acquisito la molluschicoltura con i suoi “orti d’acqua” e la più antica attività di vallicoltura.

Da questa fruttuosa convivenza fra l’uomo e l’ambiente derivano apprezzati prodotti come cozze, vongole, cefali, orate, branzini e pesce azzurro. Altro cardine dell’economia è l’agricoltura, evidenziata da grandi distese di campi buona parte dei quali coltivati a riso, riconosciuto con il marchio di alta qualità IGP. Oggi Porto Tolle può contare anche sullo sviluppo del settore turistico perseguito rispettando con particolare attenzione il paesaggio naturale.

Comune Porto Tolle

Di notevole interesse le spiagge di Boccasette e Barricata, distese di sabbia finissima con fondali che degradano dolcemente e l’affascinante natura incontaminata alle foci del fiume, che si può scoprire grazie alle giornaliere escursioni in battello o in barca che partono dall’argine del Po, dietro al municipio.

In primavera e in estate si susseguono numerose manifestazioni: tra luglio e agosto la festa del melone in località Ca’ Mello, mentre in settembre “Delta in fiera” che celebra i prodotti della tradizione locale, da non perdere “Parco Deltajazz”, rassegna itinerante di spettacoli e concerti con navigazione notturna sul Po.

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le frazioni

Il territorio, che ha una superficie di 236 Km quadrati, è interamente compreso nell’area del Delta del Po, ed è delimitato a nord dal Po di Maistra e a sud dal Po di Gnocca, mentre il Po di Venezia lo attraversa centralmente e, biforcandosi nei rami di Pila e di Tolle, forma tre grandi isole: Isola di Ca’ Venier, Isola della Donzella e Isola di Polesine Camerini.

CA’ TIEPOLO:
prende il nome dalla famiglia dei Tiepolo, che qui, nei primi decenni del Settecento, costruì la propria casa padronale. Agli inizi del Novecento sono documentati soltanto l’ex caserma austriaca, che diventerà il Municipio, la casa padronale e pochissime modeste abitazioni. Solo negli anni Venti, con l’apertura dello zuccherificio, e successivamente con lo sfruttamento del metano si assistette ad un consistente incremento della popolazione. Dopo il freno all’espansione demografica del paese, causata dall’alluvione del Novembre ‘66, si assiste ancor oggi ad una fase di crescita.

SCARDOVARI:
quasi alla foce del Po delle Tolle si trova Scardovari, uno dei centri più importanti del Delta, che cominciò ad essere abitata verso la fine del Settecento, allorché vi si insediarono alcune famiglie di pescatori.
Lo sviluppo del paese si ebbe negli anni Trenta, quando, per la gestione dell’attività della pesca e del mercato all’ingrosso del pesce, fu fondata una cooperativa che diede impulso a tutta la vita economica e sociale del centro.

DONZELLA:
situata sulla sponda sinistra del Po di Gnocca, è stata una delle prime frazioni a svilupparsi. Il primo proprietario della zona fu il nobile veneziano Francesco Antonio Farsetti, e comandava la palude che dal Molo andava fino al mare: tale zona, conosciuta col nome di Ca’ Farsetti, era allora un unico canneto abitata solo da poche famiglie di pescatori. Oltre alla casa padronale in località Alba, i Farsetti fecero costruire, nel 1696, la chiesa di Donzella, distrutta in epoca recente in seguito ai lavori di sistemazione del corso del Po.

POLESINE CAMERINI:
nel 1858 il Duca Luigi Camerini acquistò l’isola, che in quel tempo era in gran parte paludosa e quasi completamente incolta, avviando consistenti interventi di bonifica, la trasformò in breve tempo in una vasta tenuta agricola. La necessità di manodopera richiamò lavoratori da altre zone e il centro abitato andò via via ingrandendosi attorno alla corte e alla casa padronale. Un nuovo impulso allo sviluppo venne nel 1952 dall’Ente Delta Padano e nei primi anni ‘70 dall’Enel con la costruzione della centrale.

BOCCASETTE:
probabilmente il nome deriva dal fatto di sorgere in prossimità della “settima bocca del Po”, alla foce del Po di Maistra. Un tempo, la vita del paese ruotava attorno alla Corte Restelli, un complesso della seconda metà dell’Ottocento con la casa padronale, un grandioso rustico ed una caratteristica aia in cotto. Negli anni ‘50 la frazione fu interessata dalla riforma agraria, che contribuì a frenare l’emigrazione.

TOLLE:
già nel 1700, alcuni pescatori si stabilirono in questa località costruendo un piccolo porticciolo in legno per l’attracco delle barche. Sembra che il nome attuale del Comune derivi proprio da questo porto, chiamato allora “Porto del tole”. Il paese ebbe uno sviluppo notevole nel 1953, quando, dopo la bonifica realizzata dal conte Torchio, con la riforma agraria, furono assegnati molti poderi ai braccianti della zona.

CA’ VENIER:
il nome deriva dalla famiglia di Nicola Venier, primo proprietario della zona, che verso la fine del Seicento, fece costruire la Chiesa (dedicata a S. Nicolò Vescovo), il cimitero e la “corte” con una grande casa padronale e le scuderie. Nel 1799 le terre passarono dai Venier ai Contarini e da questi, nel 1836 ai Costa. Nel 1839, l’alluvione distrusse la Chiesa che fu ricostruita nel 1852. Fino a pochi anni fa, a Ca’ Venier, era in funzione quello che può essere considerato un simbolo di tutto il Delta: il traghetto che collegava la frazione con Ca’ Tiepolo, sostituito oggi dal ponte dell’Unione.

PILA:
la zona di Pila rappresenta il territorio di più recente formazione; il centro abitato si trova alla foce del ramo principale del Po e si è sviluppato nel periodo tra le due guerre, attorno ad un’economia legata all’agricoltura. Il nome infatti deriva dalle “pile” impiegate per la brillatura del riso che si produceva in tutta l’area. La “storia” del Delta, si racconta attraverso luoghi come l’isola della Batteria, il faro di Punta Maestra e Scano Boa, dove ancora si possono trovare i tipici “casoni” di canna palustre e dove, fino agli anni Cinquanta, si praticava la pesca allo storione.

SANTA GIULIA:
situata alla foce del Po di Gnocca, è vicina alle località di Cassella ed Ivica con le quali ha condiviso storia, servizi e tradizioni. Le più antiche notizie documentate sono dei primi dell’Ottocento, quando la famiglia Sullam di Venezia, avviò la bonifica dei territori. All’inizio del Novecento, c’erano soltanto poche case di pescatori e la località veniva chiamata “Polesine dei Sospiri”. Nel 1934 il nuovo proprietario, Signor Locatelli, in onore della sorella Giulia, ne cambiò il nome in Santa Giulia.

CA’ MELLO:
sembra che il nome sia legato a un ramo del Po, scomparso da circa un secolo, riportato in carte settecentesche come “Cammelo” o “Camello”, il cui corso, snodandosi sinuosamente, formava due ampie curve che venivano assimilate alle gobbe di un cammello. Come per le altre zone del Delta, interventi di bonifica hanno trasformato canneti ed acquitrini in fertili risaie. Nel 1953, con la riforma agraria, furono assegnati a molti contadini piccoli poderi, che sono stati successivamente ingranditi con le ultime bonifiche delle valli da pesca.

CA’ ZULIANI:
prende il nome dalla nobile famiglia Zulian, prima proprietaria dell’area, che ha lasciato traccia di sé nell’abitazione padronale, una “corte” costruita alla fine del Settecento. Lo spopolamento legato alla meccanizzazione agricola, ha determinato una forte diminuzione della richiesta di manodopera e l’ha resa oggi la frazione più piccola del comune.

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