Alluvione 4 Novembre 1966

Alluvione 4 Novembre 1966
Descrizione

Il 4 novembre 1966 il comune di Porto Tolle fu colpito da una grande tragedia, che determinò un momento di svolta per la vita di tante persone.

L’economia di questo paese era basata soprattutto sull’agricoltura e sulla pesca; risaie e valli determinavano l’aspetto principale del Delta.

Da giorni ormai i giornali dell’epoca sottolineavano lo stato di emergenza, dettato dalle condizioni metereologiche di pioggia e vento di scirocco.

La maggior parte dell’Italia era in allerta e la Protezione Civile già da un mese aveva decretato lo stato di emergenza per il Basso Polesine.

Le testimonianze sostengono che alle ore 16.00 del 4 Novembre del 1966 l’argine della Sacca Degli Scardovari cedette, esattamente nel punto dove era presente la chiavica che alimentava la valle Papadopoli.

Nell’Isola della Donzella si riversarono 300 milioni di m3 di acqua.

A causa dello sfruttamento da parte dell’industria metanifera, questo territorio ormai dalla fine degli anni ’30 era stato interessato dal fenomeno della subsidenza, che aveva portato alcune zone del territorio a 4 m sotto il livello del mare.

Di conseguenza la sicurezza idraulica era stata compromessa e proprio quel giorno di novembre l’incuria dell’uomo nei confronti di questo territorio ha determinato l’ultima grande tragedia della sua storia contemporanea.

Più di 8000 persone lasciarono Porto Tolle.

Le loro condizioni di vita erano già molto precarie, al limite della sopravvivenza, e questa ultima sciagura, determinata solo ed esclusivamente dalla mano dell’uomo, segnò per molte famiglie un punto di svolta. Molti portotollesi decideranno di non fare più ritorno in questa terra sciagurata.

Serviranno molti anni per rimettere a pieno regime di produzione le terre danneggiate dal sale, le aziende agricole e gli allevamenti.

Dopo questa ultima tragedia Porto Tolle deciderà di bonificare definitivamente le valli da pesca, considerate dalla popolazione come uno dei tanti elementi che hanno indebolito le difese a mare el territorio.

Inoltre, dopo la constatazione dei periti ministeriali, che confermarono l’abbassamento del suolo a causa dell’estrazione metanifera dalla fine degli anni ’30 fino ai primi anni ’60, Porto Tolle ha sempre lottato con i denti per evitare che il territorio venisse ancora sfruttato e danneggiato da questa industria.

Il Delta del Po è un territorio caratterizzato da paesaggi sconfinati, dove terra e acqua si incontrano creando immagini suggestive e regalando emozioni uniche. Attraverso le strade del Comune di Porto Tolle, viene proposto un percorso ciclistico di circa 45 km, dove si mettono in evidenza i luoghi principali che sono stati protagonisti dell’alluvione del 4 Novembre 1966, e si guida il visitatore in una esperienza di esplorazione e scoperta della nostra terra.

Un modo per immergersi nelle bellezze di questi luoghi e per capire i motivi che hanno portato Porto Tolle ad avere l’aspetto territoriale ed economico attuale. Il visitatore, attraverso queste strade, avrà la straordinaria occasione di percepire tutte le meraviglie del paesaggio, passando lungo le sconfinate valli, gli alti argini che difendono questa perla dell’Adriatico e la bellissima Sacca degli Scardovari, un luogo unico, capace di regalare sensazioni da togliere il fiato, grazie ai colori, al silenzio, alle voci della natura.

 

Località di partenza:

Porto Tolle

Località di arrivo:

Porto Tolle

Lunghezza:

45 Km

Durata:

2h 59m (15Km/h) – Sport 1h 29 m (30Km/h)

Elementi di interesse storico-culturale:

01. PALAZZO COMUNALE DI PORTO TOLLE* – PIAZZA CICERUACCHIO
Piazza Ciceruacchio, 1 – 45018 Ca’ Tiepolo Porto Tolle
L’alluvione ebbe inizio il 4 Novembre 1966. Fin dalle prime ore di emergenza, il Palazzo Comunale diventò la base operativa delle forze di soccorso.
Lo stato di emergenza era elevato, si presentava una situazione di pericolo su diversi fronti arginali e le condizioni metereologiche di quei giorni non rendevano facili le operazioni di soccorso.
Piazza Ciceruacchio, diventò uno dei punti principali dove i mezzi di trasporto carichi di sfollati si fermavano, per poi proseguire verso località Borgo Molo, esattamente a Molo Farsetti, da dove sarebbero partiti altri mezzi per trasportare gli sfollati nei centri di accoglienza nella provincia di Rovigo e non solo.
In quei primi giorni e nei mesi successivi, le dimostrazioni di solidarietà, sia nazionale che internazionale, furono davvero numerosissime nei confronti della popolazione di Porto Tolle.
*Ex caserma austriaca ottocentesca. Al centro della piazza è ospitata la statua di Ciceruacchio, conosciuto con il nome di Angelo Brunetti, garibaldino, che troverà la morte per mano austriaca nella terra di Porto Tolle. 

02. MOLO FARSETTI

Via Borgo Molo, – 45018 Ca’ Tiepolo Porto Tolle
In questo punto, sorgeva il ponte in acciaio di Borgo Molo, che permetteva al Comune di Porto Tolle di accedere all’Isola di Ariano. Attualmente non vi è rimasta nessuna testimonianza fisica di questo ponte, che è stato demolito negli anni ’90, dopo la costruzione del nuovo ponte che sarebbe sorto 100 metri più avanti sul ramo del Po della Donzella o Po di Gnocca. Nei giorni dell’alluvione gli argini diventarono per la popolazione gli unici punti dove poter raccogliere quelle poche masserizie che erano riusciti a salvare dalla furia delle acque, mentre si attendeva di essere trasportati nei diversi centri di raccolta. Furono ben 8000 le persone che in quei giorni difficili, dovettero lasciare le proprie case.

03. ARGINE CERLIN

Via Po di Gnocca, – Porto Tolle
Questo è l’argine che durante i giorni di maggiore pericolo, e nonostante le condizioni atmosferiche particolarmente difficili, riuscì a mantenersi in piedi ed evitare che la frazione di Santa Giulia venisse allagata. Il nome di questo argine deriva da un canale, appunto Cerlin, che affiancato dal canale Scovetta, giungeva in Sacca Scardovari. Nel corso degli anni questo canale è stato chiuso, e come testimonianza visiva del suo antico percorso ci rimane questo argine. Nel corso degli anni l’argine Cerlin ha aumentato la sua altezza, in modo da difendere le valli dal canale stesso, dato che il territorio di Porto Tolle, come del resto la provincia di Rovigo, è stato interessato fin dalla fine degli anni ’30 del ‘900, dal fenomeno della subsidenza, che ha messo a dura prova la sicurezza idraulica dell’intero territorio e ha provocato un abbassamento del terreno; a Molo Farsetti l’abbassamento rispetto al livello del mare è addirittura di 3.20 metri.

04. MARINA 70

Strada Provinciale, 38 – 45018 Porto Tolle Porto Tolle
Questo è il punto esatto dove l’argine ha ceduto alla forza delle acque il 4 Novembre 1966, circa alle ore 16.00 del pomeriggio.
Il Genio Civile di Rovigo proclamava già da un mese lo stato di emergenza; le condizioni metereologiche dettate da pioggia e Scirocco avevano messo a dura prova la capacità di resistenza degli argini del Comune di Porto Tolle.
Esattamente in questo punto si trovava la chiavica che alimentava la Valle di Papadopoli e che, a causa delle condizioni atmosferiche eccezionali e molto probabilmente a causa anche di un difetto di costruzione della chiavica stessa, avvenuta dopo l’alluvione del 1957, cedette, provocando l’allagamento di ben 10.000 ettari complessivi nell’Isola della Donzella.
La falla che si creò nell’argine era di circa 90 metri, con una profondità di oltre 10 metri.
Nei giorni immediatamente successivi, ci cercò di creare una coronella difensiva con massi, in modo da provvedere poi in un secondo momento a chiudere in sicurezza la falla nell’argine.
La coronella difensiva successivamente è stata mantenuta, e attualmente accoglie un ristorante; qui è possibile far visita al monumento che è stato installato durante la commemorazione del 25° anniversario nel 1991.

05 .LE VALLI

Strada provinciale 38, – 45018 Ca’ Mello Porto Tolle
L’Isola della Donzella, fino al momento dell’alluvione, era un territorio dove era possibile trovare attività di vallicoltura del pesce, risaie, coltivazione dei campi, caccia; erano territori per la maggior parte di privati, che lasciavano in gestione queste terre per ricavarne solo i profitti.
Il post alluvione è stato costellato da una serie di polemiche e contestazioni nei confronti dei proprietari delle valli: si sosteneva che le chiaviche che servivano per alimentarle indebolissero gli argini e che questo fosse molto probabilmente uno fra i motivi che portarono alla rottura dell’argine della Sacca.
La popolazione sosteneva che troppo potere decisionale veniva lasciato a questi pochi proprietari, che avevano in gestione praticamente tutta l’Isola della Donzella.
In qualsiasi caso i danni che l’acqua di mare ha provocato in queste terre sono stati stato davvero ingenti.
Una volta liberate dalle acque le terre furono trattate con solfato di calcio, in modo che potesse assorbire dal terreno il sale che rendeva la terra sterile.
Numerose aziende e piccoli proprietari persero il loro raccolto; per le risaie il danno ammontava a 12.000 quintali di prodotto perduto.

06. ARGINE GIARETTE

Strada provinciale 38, – 45018 Scardovari Porto Tolle
Questo argine ha provveduto a difendere la frazione di Scardovari ben 13 giorni, per poi cedere alla forza delle acque e delle condizioni atmosferiche sfavorevoli, il 17 Novembre 1966.
All’epoca dei fatti gli argini erano ben poco sicuri e presentavano una struttura molto precaria; erano praticamente dei semplici accumuli di terra, non erano rinforzati, e non vi era una manutenzione programmata e continuativa.
Sappiamo che in quei giorni i soccorritori e le famiglie di Scardovari facevano turni estenuanti per rinforzare l’argine, con sacchi pieni di sabbia, con paglia e addirittura si cercava di bloccare le infiltrazioni con strati di nailon.
Tutti erano consapevoli che era solo questione di tempo, che l’argine era troppo debole per resistere alla pressione dell’acqua.
Le condizioni di vita della popolazione di Porto Tolle alla fine degli anni ’60 erano ancora caratterizzata da situazioni di estrema povertà, e queste calamità naturali provocavano una emergenza sociale molto grave.
Gli edifici crollati e danneggiati sono stati più di 2000, e immediatamente dopo l’emergenza iniziale si presentò la necessità di realizzare un “Piano Regolatore” di tipo abitativo, in modo da spostare i centri abitati dalle zone sotto argine a zone centrali

07. FRAZIONE DI TOLLE

Po di Tolle, 1 – 45018 Tolle Porto Tolle
La frazione di Tolle è uno dei piccoli centri che sono stati sommersi dalle acque, come Donzella e Ca’ Mello.
Il Comune di Porto Tolle, alla fine degli anni ’60, aveva un’economia basta su agricoltura, allevamento e pesca: oltre a mettere in salvo la popolazione, si doveva quindi realizzare un programma di intervento per gli allevamenti.
L’Ispettorato Agrario di Rovigo, Taglio di Po, Adria e Lendinara, in quei giorni dava disposizioni di provvedere alla distribuzione gratuita di mangimi e di trasferire i capi di bestiame presso stalle, nelle zone che non erano state colpite dall’acqua.
In totale il bestiame trasferito ammontava a 1600 capi.
Qualche chilometro più avanti rispetto alla frazione di Tolle, in località Fraterna, morirono più di 70.000 tacchini e questo provocò anche un’emergenza a livello sanitario.
Intere aziende rischiarono il collasso e i danni in questo settore, come in quello agricolo, furono ingenti.

08. SACCA DEGLI SCARDOVARI
La strada panoramica si snoda lungo questo bellissimo specchio d’acqua che ospita la coltivazione dei mitili; le cavane dei pescatori e il bellissimo gioco di colori che nasce dall’incontro tra cielo e mare, regalano immagini di grande suggestione.

09. BIOTOPO VAL BONELLO
Testimonianza della ex Valle Bonello, bonificata in seguito all’alluvione del ‘66. Attualmente ospita il Centro Ittico Sperimentale Bonello, di Veneto Agricoltura.

10. OASI DI CA’ MELLO
Area naturalistica valliva, con sentieri, punto di accoglienza turistica, ristoro e punto di osservazione per birdwatching.

Pronto intervento:

112 Numero unico emergenze 1530 Emergenze in Mare 118 Pronto soccorso 1515 Corpo Forestale dello Stato

SCARICA QUI IL FILE PER IL TUO NAVIGATORE

navigatore satellitare

Add Comment

logo biosfera delta del pologo veneto.eulogo-parco-delta-del-po