Isola di Polesine Camerini

Isola di Polesine Camerini

Polesine Camerini si forma intorno al XVIII secolo.

L’itinerario inizia da Palazzo Camerini del 1886, con corpo centrale a tre piani, due barchesse laterali, destinate a granai, altri edifici adibiti a magazzini e alloggi dei dipendenti, e la grande aia.

L’edificio non è sfarzoso come le ville veneziane, i proprietari raramente venivano qui se non per cacciare o pescare.

I Camerini furono tra i primi ad insediarsi, diventando maggiori proprietari, cedendo il loro nome all’intera Isola e investendo risorse nella bonifica.

Imbocchiamo l’argine verso sinistra, seguendolo fino alla fine.

Dall’argine si osserva la disposizione delle case private, dovuta alla riforma agraria degli anni ’50, quando si espropriarono le terre dei Camerini.

Dalla sommità arginale si osservano le bonifiche delle ex Valli Pellestrina, Forti e di Busa del Bastimento.

Ci lasciamo alle spalle il ponte che collega a Scardovari, e più avanti a sinistra è presente una seconda casa padronale dell’inizio del ‘900.

Prendendo la strada in banchina all’argine di difesa a mare, troverete un’idrovora a vapore del 1907, costruita dai Camerini per la bonifica di queste aree soggette ad allagamenti, che mettevano a rischio le coltivazioni e la salute della popolazione.

Percorriamo l’argine verso sinistra, raggiungiamo la Sacca del Canarin, da cui i pescatori partono per la raccolta delle vongole, ed incontreremo le cavane, strutture tipiche adibite a ricoveri per le barche e le loro attrezzature.

Più avanti si incontra il complesso della centrale Enel ormai in disuso.

Da qui si segue lungo l’argine maestro del Po di Pila verso sinistra, fino a l’Oasi di Volta Vaccari, con boschi igrofili e numerose animali, fino a l’incile tra il Po di Tolle e il Po di Pila.

Continuiamo, fino ad arrivare alla rampa da cui siamo partiti e concludiamo davanti a Palazzo Camerini.

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